La festa dei morti in Sicilia

Salve!

Oggi parleremo della commemorazione dei defunti in Sicilia, delle credenze che le ruotano intorno. Tutto ciò è sempre tratto dal libro “Les fluides d’Aristote” di Salvatore D’Onofrio.

In Sicilia, nella notte tra l’1 e il 2 Novembre è usanza far trovare ai propri bambini dei regali (che possono essere dei giocattoli, ad esempio) associati a della frutta secca, frutta fresca, frutta martorana, a vari dolci e a dei biscotti definiti “ossa dei morti”, il cui nome preciso è Moscardini; tuttavia, vengono anche definiti in tanti altri modi.

moscardini

“Fonte immagine: Google”

Questi doni vengono portati ai bambini mentre questi ultimi assistono alla messa di commemorazione dei defunti. Ai bambini viene detto che sono stati appunto i propri cari morti a portar loro questi regali. Vengono posti in varie zone della casa, perfino all’interno delle scarpe ai piedi del letto, così che il bambino la mattina seguente effettui una sorta di caccia al tesoro.

I biscotti che vedete in foto sono molto duri e sono una sovrapposizione di farina e zucchero. Sono costituiti da una parte inferiore rossastra che sarebbe lo zucchero caramellato, mentre la parte inferiore sarebbe la farina. Quest’ultima parte è proprio posizionata, incastonata nella parte inferiore come se fosse un osso, appunto, visto anche il colore bianco. Essi profumano anche di cannella.

Ma non solo: è possibile lasciar delle pietanze pronte sul tavolo o sulla porta d’ingresso per i defunti. Inoltre, vi è ancora uso, nel corso del 2 Novembre, pranzare al cimitero dinanzi al proprio defunto e mettendolo al corrente di tutto ciò che è accaduto durante l’anno. Direi un po’ inquietante!

Come potrete notare, si viene a creare un vero e proprio legame tra vivi e morti, in particolare tra i defunti e i bambini, finchè questi ultimi non raggiungeranno la pubertà. Pare infatti che attraverso l’atto di mangiare questi doni commestibili, i bambini nutrano l’illusione che gli siano stati recapitati realmente dai cari defunti. In realtà, in seguito, i genitori stessi riveleranno che in realtà i morti erano vivi, ossia che erano stati loro a portare dei doni. Per cui i bambini effettuano un passaggio: dalla condizione di illusione alla condizione di consapevolezza.

Anche qui vi è una manipolazione simbolica, in particolar modo delle ossa. Difatti, i bambini mangiando determinati doni acquisiscono le qualità morali dei loro parenti vicini e inconsciamente anche il seme, ovvero la sostanza che indica la vita e che si trova (come abbiamo già detto nell’articolo sul latte di spalla e sul latte di cuore) nelle ossa. Giuseppe Pitrè, anch’egli antropologo palermitano, affermava infatti che il seme proviene dal midollo dell’osso della schiena, perchè il seme circola attraverso la colonna vertebrale per poi giungere al pene. Quindi, automaticamente, il seme viene visto anche come cibo per i bambini. Per tale ragione, nei biscotti “ossa dei morti”, secondo una credenza popolare la parte inferiore rappresenterebbe una bara. Ad Agrigento, invece, si pensa che la parte inferiore rossastra rappresenti la pelle.

Affinchè i bambini non vengano portati via dai defunti, li si invita a coprirsi fin sul capo durante la notte ma soprattutto di coprire i piedi poichè i morti potrebbero grattuggiarli; infatti, vengono nascoste le grattugie durante la notte dei morti! Se il defunto grattugia i piedi di un bambino, è come se vi fosse un ritorno alle ossa (è come se si raschiassero i piedi fino ad arrivare all’osso). Il bambino accetta questa sepoltura simbolica per non sacrificare i propri piedi una volta l’anno fino all’adolescenza. Antonino Buttitta, altro antropologo palermitano, diceva che i bambini per raggiungere la loro condizione di adulti, devono appunto morire simbolicamente.

Un’ultima cosa importante che voglio dirvi è che è necessario che non vi sia un rapporto vero e proprio tra i vivi e i morti, non deve esservi una contaminazione gli uni degli altri, bensì deve essere un legame implicito e simbolico che possa andare a vantaggio dei più piccoli.

Come al solito, ci sarebbe molto altro da dire! Non si finisce mai di sapere, di imparare in merito alle tradizioni della propria terra, come potrete vedere, ed è anche importante farle conoscere.

Un bacio a tutti! 🙂

Giulia

© Antonio Gaeta & Giulia Di Fresco 2018

 

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3 comments

  1. alessandria today · febbraio 11, 2018

    L’ha ribloggato su Alessandria today.

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  2. yourcenar11 · febbraio 12, 2018

    L’importanza del legame tra i bambini e i propri cari morti a me sembra importante da preservare, mentre invece oggi di pensa di difendere i minori evitando ogni accenno alla morte, salvo abbandonarli a se stessi davanti a scene violente o di film horror o ancora in balia della rete.

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    • Giulia · febbraio 14, 2018

      Hai pienamente ragione, sono d’accordo. Si preferisce lasciare i bambini a vedere certe immagini che non faranno altro che danneggiare le loro menti piuttosto che riportare alla mente il ricordo dei loro cari purtroppo andati via o semplicemente farli riflettere sulla morte in sé. Non c’è nulla di più sbagliato. Anzi, sarebbe proprio questo a renderli dei bambini sani di mente e con autonomia di giudizio.

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